A Como ci sono pochi vucumprà. Ormai li conosco tutti. C’è quello vestito da scemo .C’è quello insistente. E c’è quello che vende i libri, in realtà questo non è altro che una fusione dei due precedenti: è vestito da scemo ed è insistente. Io, ve lo giuro, ho provato in tutti i modi a dissuaderlo. Se devo comprare un libro esco di casa con l’idea già in testa, idea avuta mesi prima,tra l’altro,per cui non i soldi che ho dietro mi servono per una corona ed un panino Van Gogh al Sunshine Cafè, per cui dopo i “Non ho soldi”,dopo i “No dai”, dopo “Non ora” ho trovato un metodo per non fare insistere più quel ragazzo. La scena che si presenta è sempre la solita,cioè questa: Sto camminando e Pelo mi avvisa che l’ormai nostro amico è vicino, mi schiarisco la voce e fisso negli occhi i miei accompagnatori, lui mi porge questo giornale (probabilmente datato aprile 1992) io muovendo la mano dico “Non so leggere”.
La cosa strana è che ogni volta mi maledice dicendo qualcosa che assomiglia troppo alla parola
“Evidenziatore”
