Se tu fossi qui staremmo facendo il caffè, anzi lo starei facendo io,che tu, per noia non lo vorresti fare. Ti userei come scudo da qui alla cucina toccandoti i fianchi e scostandoti i capelli dal collo,baciandolo.
Cammineremmo come due pinguini imbecilli, e io appoggiato con le braccia incrociate al mobile ti farei ballare,avvicinare a me e con tuo sommo fastidio,ti bacerei
Starei immobile con te a farci avvolgere dall’odore del caffè e guardandoti ti direi “quanto sei bella”.
Tu arrossiresti.
Però,invece,sono solo.
Liberamente ispirato da V.B
Le mie battute stupide dette circondati dal fumo delle nostre sigarette, Billy Joel cantava sulla tua scrivania, noi e le mie procedure d’approccio eravamo sdraiati sul tuo letto, ti sei cambiata la maglietta mentre c’era Minuetto nell’aria. Sotto altro fumo di altre sigarette c’era il tuo cuscino,le bugie per avere più tempo, il tuo tatuaggio e la mie dita. C’erano le tue labbra. C’erano le mie. Nel frattempo sul tuo letto abbiamo giocato a Tetris,con le mani sotto le magliette e i baci sul collo come se non fosse stata la prima volta.
Ti ricordi?
Non sono riuscito a trovare il tasto off dei ricordi, non sono riuscito a dimenticare le mie dita che tracciavano i contorni del tuo tatuaggio, non ci sono riuscito.
E io ti giuro che ci ho provato. ci ho provato,senza neanche sapere perché.
Rimpianti o rimorsi non fa nessuna differenza. Sono tutti ricordi che fanno male.

Non fa freddo, eppure tremo.
Mi guardo intorno. Sono quasi le cinque. Varie canzoni ci fanno da sottofondo. Qualcosa cade. “Cade sempre anche a me, a casa” dici, senza guardarmi negli occhi.
Un raccoglitore. Un libro. I nostri cellulari. Il tuo orologio.
Guardami negli occhi. Ti prego; Mettiti nei miei panni e guardami negli occhi. E' già difficile così. Guardami negli occhi.
Occhi bassi quando cammini, dritto in faccia non mi guardi mai.
Stringi il tavolo. Ci diamo la mano. Ci guardiamo negli occhi. Svuoto un anno mezzo dentro i tuoi occhi. Mi dai un bacio sulla guancia. Giocherello col tuo orologio.
Cambiamo discorso.
Non è cambiato nulla. Meglio così.
Meglio così?
..La puzza di alcool nelle notti d'estate un vecchio compagno ti segue paziente..
Ci ho messo una settimana a trovare le parole giuste per farti gli auguri "in pubblico" senza cadere nella banalità (perchè un placcaggio, degno di una partita di rugby, dietro Piazza Vittoria non conta come augurio), e come sempre le parole non sono mie, ma prese in prestito.
Auguri Pelo, e grazie.
(Modena City Ramblers - In Un Giorno Di Pioggia)
Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E' l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora e';
Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro
C.B.
I miei coevi son tutti esimie teste di cazzo, o quasi.
La maggioranza di essi passerà una patetica vita nell'illusione di aver concretato qualcosa di buono, la maggior parte di loro, oggi, sono deficienti, senza alcuna chance per un qualsivoglia futuro che non sia offerto da papà, sono tutti dei conformisti inquadrati, alcuni nascosti dietro a del fasullo anticonformismo, adattamento senza ideali e senza valori, se non quelli imposti da questo nuovo status acquisito, essere diversi e farsi notare, ma piegarsi ad un’insensata categorizzazione puerile: questo è l'obbiettivo primario di qualche milione di giovani di italiani.
Pensate pure che io sia superbo, pensatelo, anzi, lo so che lo pensate. Cosi è giusto che sappiate cosa penso di voi, caproni agevolmente deviabili, che aprono bocca giusto per ripetere quattro nozioni conosciute a memoria, perché ripetute tutte le sere da papà a tavola guardando il telegiornale.
Nel migliore dei casi
E adesso andate,copiatelo e incollatelo nel vostri blog,fotolog,netog senza rendervi conto che parlo anche di voi